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Nella
prima cappella a destra dell’ingresso della chiesa di
San Giuseppe in Sassari, è esposto perennemente alla
devozione dei fedeli il venerato simulacro di Nostra
Signora della Mercede.
Si
tratta di una pregevole statua (di proprietà dell’Arcigremio)
scolpita in legno di pero, alta mt. 1,21, di scuola
napoletana del tardo 600°, rivestita da abiti di stoffa
secondo la tradizione spagnola. Il volto della Vergine,
splendido per la perfezione dei lineamenti, si impone
per la sua grazia regale.
La
mano destra stringe con atteggiamento imperioso lo
scettro terminante con la croce patriarcale o di Lorena,
propria dei fondatori degli Ordini Religiosi (poichè Lei
stessa è la Fondatrice dell’Ordine della Mercede), e gli
scapolari che secondo la tradizione consegnò a San
Pietro Nolasco nella celebre apparizione del 1218 quale
segno di appartenenza all'Ordine. La mano sinistra
sorregge invece una catena spezzata, simbolo della
schiavitù. Sul vestito bianco, arricchito dallo
scapolare proprio dei Religiosi, spicca lo stemma
Mercedario, emblema comune di tutte le componenti
ecclesiali dell'Ordine nel Mondo.
Nel
corso dell’ultimo restauro conservativo effettuato nel
1981, si scoprirono traccie dell’incendio del 26
Settembre 1909 (vedi storia del Gremio).
Per
la grande devozione professata dalla Parrocchia di San
Giuseppe e dall’intera città, il venerato simulacro
venne incoronato personalmente dal Maestro Generale
dell’Ordine Mercedario, il Rev.mo Padre Fr. Domenico
Acquaro, nel corso di una solennissima concelebrazione
avvenuta il 5 Ottobre 1985.
In
occasione della festa annuale della prima Domenica di
Ottobre, la sacra immagine viene rivestita con preziosi
abiti di seta finemente ricamati, ed adornata di
numerosi monili d’oro, testimonianza di innumerevoli
grazie ricevute; nel pomeriggio viene portata in solenne
processione cinta della preziosa aurea corona con
l'intervento di numerose forze dell'ordine e
accompagnata da migliaia di fedeli.
Nel
decimo anniversario dell’incoronazione, l’associazione
commissionò un’artistica urna monumentale per meglio
custodire e proteggere il simulacro della Patrona.
L’opera
in stile neoclassico, progettata dal Signor Antonio De Rosas, gremiante dello stesso sodalizio e realizzata
interamente in legno di rovere polacco scolpito a mano
dal Maestro Antonio D’Angelo di Alghero, presenta nella
base lo stemma della Mercede con il motto “Coelestis -
Regalis - Militaris”, mentre l’edicola vera e propria è
ornata da due lesene sormontate da ricchi capitelli
d’ordine corinzio: al di sotto della trabeazione,
scolpita a grandi caratteri la scritta “Ave Maria” ed al
centro del timpano il monogramma della Beata Vergine.
La
pregevole opera è completata, tra il basamento e
l’edicola, da preziosi marmi “verde alpi”, ed il
venerato simulacro risulta protetto, frontalmente e
sulle fiancate, da vetri antisfondamento.
Altro
antico simulacro della Madonna della Mercede troneggiò
sull’altare maggiore della Chiesa di San Paolo in
Sassari, almeno sino al 22 Dicembre 1951, giorno della
morte dell’ultimo cappellano, Don Nicola Urigo. Dopo la
chiusura al culto, il tempio, attualmente in corso di
restauro, è stato purtroppo interessato da una serie di
furti sacrileghi che ne hanno determinato la pressochè
totale sparizione degli arredi.
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